Casa Ucelli e il chiostro “nascosto” di via Cappuccio

Quello che sorprende di Milano è il contrasto tra il dentro e il fuori.

L’aspetto frenetico racchiude un cuore pacifico e silenzioso. Proprio come il Chiostro delle Umiliate dell’ex monastero di Santa Maria Maddalena al Cerchio, in via Cappuccio, alle spalle dell’Università Cattolica e nell’affascinante zona delle Cinque Vie.

 

Foto Città Nascosta Milano

La via era anticamente chiamata “contrada dei nobili di porta Vercellina” e successivamente “contrada del Cappuccio” per la presenza della chiesa di Santa Maria ad Virginum, nota come monastero del Cappuccio a indicare le suore che indossavano un cappuccio al posto del velo.

Il chiostro quattrocentesco è un posto speciale, al riparo dai ritmi incalzanti della città, che ha conservato la tipica quiete conventuale. Nasce sulle rovine del circo romano e oggi è l’unica testimonianza rimasta del monastero: uno dei luoghi più suggestivi e segreti in città, racchiuso come un gioiello prezioso nel palazzo di Casa Ucelli di Nemi. Carla e Guido Ucelli, coppia di grande cultura che fondò il Museo nazionale della Scienza e della tecnologia di Milano e punto di riferimento per artisti, architetti, industriali dell’epoca, lo acquistarono nel 1914.

Il chiostro è formato da un porticato a doppio loggiato con 34 colonne e nove anni dopo è stato dichiarato monumento nazionale. Al centro del chiostro, la vera di un pozzo. Nelle vicinanze del chiostro, quelli che erano gli orti dei conventi si sono trasformati in giardini rigogliosi e sorprendenti, un’oasi vera e propria in cui vive anche un olmo centenario.

Purtroppo o per fortuna, non è sempre aperto al pubblico ma si può visitare grazie ai tour guidati di associazioni culturali, come Città Nascosta Milano, oppure in occasioni particolari come l’appuntamento annuale Cortili Aperti di Associazione Dimore Storiche Italiane.

Valentina Colombo

Scrivere è tornare ogni volta sulla mia isola felice. Le parole che prendono forma su un foglio bianco sono una composizione magica. Così a un certo punto inizio a scrivere comunicati stampa e, dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, divento giornalista. Le mie ancora di salvezza nella vita quotidiana sono i libri e la cucina. Mi piacciono i contrasti, sono pigra ma curiosa, amo mettermi alla prova. Come ora, nel ricomporre l’immagine della mia Milano in cui sono nata e cresciuta.

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