Ermanno Accardi racconta la sua Milano meravigliosa 

Milano è meravigliosa incanta, illude e spaventa anche un po’. È ben piantata per terra, con le sue tradizioni, ma è sempre pronta ad anticipare il futuro”.

accardi_01

Sono le parole di Ermanno Accardi, giornalista professionista, siciliano di nascita e milanese d’adozione, nel descrivere la città di cui si è innamorato. Il suo sguardo lo ritroviamo nel libro “Milano meravigliosa” – Storie quotidiane della città meneghina. Tra un racconto e l’altro, tra la nebbia e la Montagnetta, tra i Navigli e le periferie, emerge anche una vena di malinconia per la Milano di una volta. Nel bene e nel male, comunque, Milano viene dipinta in questo viaggio emotivo come la città della “rispettosa confidenza”, dell’apparente distacco caratteriale, “che non ti aggredisce visivamente, non ti molesta in continuazione, esibendo le sue meraviglie storiche e artistiche.” Accardi si è lasciato andare tra le braccia della città, senza opporre resistenza, con la tipica allegria e apertura della sua terra d’origine. Sentiamo quali meraviglie ci fa scoprire e quali falsi luoghi comuni andremo a sfatare con lui…

Ermanno, cosa è più meraviglioso secondo te di Milano? E perché è una città che spaventa anche un po’?
Milano offre di tutto di più, rispetto al resto d’Italia per me è come essere a New York. E’ una metropoli di carattere europeo, ha delle qualità straordinarie. Quando arrivi, come è successo a me, Milano ti apparecchia la tavola, poi tu decidi come cogliere questa opportunità: puoi “sbocconcellare”, puoi prendere quello che ti serve, se non ti interessa non lo prendi.. ti interessa e non sei capace? Milano ti mette a disposizione le cose, poi dipende da ognuno fare le scelte giuste, valutare se quel contesto è adatto per sè stessi o decidere se prendere altre strade. Se vuoi, a Milano le cose le fai. Poi è chiaro che anche qui i problemi ci sono, il mondo intero è in crisi, ma quando confronto questa città con altre d’Italia.. Milano spaventa perché corre, ha una grande autostima e un approccio molto sicuro di sé. Milano non è fredda, è ospitale ma fa poca scena. Io sono arrivato molto piccolo a Milano negli anni Sessanta, vivevo con la mia famiglia in zona Stazione Centrale in una delle tante case d’epoca. Eravamo tre figli e nostro papà decise di raggiungere Milano dal centro della Sicilia dopo anni di studi e spostamenti, per consentire ai suoi figli opportunità migliori in una grande città, nell’era del boom economico. Siamo così cresciuti in una zona meravigliosa di Milano, molto diversa da quella attuale e allora considerata cuore prestigioso della città. Ricordo che la mamma, pianista, andava a prendere l’aperitivo al Motta con le amiche, era un altro mondo.. Della Milano degli anni Ottanta rivedo i luoghi storici del quartiere Brera, dal Jamaica al Patuscino con l’intrattenimento di cantautori come Leano Morelli o Gianni Pettenati, gli anni del fermento.

Una delle illustrazioni del libro "Milano Meravigliosa" prodotte dall'artista Tiziano Riverso
Una delle illustrazioni del libro “Milano Meravigliosa” prodotte dall’artista Tiziano Riverso

Sappiamo che una delle tue passioni è la cucina, il piatto milanese a cui non resisti?
La cucina, oltre a essere uno dei piaceri della vita, è un linguaggio internazionale. A Milano sono ancora tanti i luoghi tradizionali e insoliti dove gustare piatti tipici e atmosfere inconsuete, dalla Trattoria Salutati per un ottimo risotto alla milanese con ossobuco, all’Albero Fiorito in zona piazzale Susa: qui mangi ancora il riso al salto con due Euro e ti siedi insieme agli altri dove trovi posto; oppure il Pulentin sui Navigli. Della cucina milanese è difficile scegliere qualcosa di particolare: oltre ai classici, come il risotto e la cotoletta, mi vengono in mente alcuni piatti antichi come il risotto con i peperoni, oppure l’abbinamento zola e mortadella con il pane caldo, il minestrone da gustare anche d’estate, freddo.

Solitamente Milano viene etichettata come una città caotica, snob e grigia, una città abitata da persone fredde e poco socievoli. Quale di questi luoghi comuni è, secondo te il più difficile da sfatare?
Sono un po’ tutti difficili da sfatare, a differenza delle grandi città d’arte, Milano è una città che non va incontro a nessuno, si deve scoprire piano piano. Apre le sue porte a tutti, ma devi andare a cercarla. I milanesi stessi sono abituati meno a fare i ciceroni, rispetto agli abitanti di altre città (ad esempio Roma); da certe zone magari non ci passi per molti anni, alcuni tesori – a parte il Castello Sforzesco e il Duomo – sono nascosti, come la splendida Santa Maria delle Grazie. Così come il carattere di certe persone lo devi tirar fuori, Milano è molto riservata. Le pacche sulle spalle in dieci minuti non le hai da Milano, ma non è così fredda e grigia come viene dipinta in alcuni casi. Puoi viverti la discrezione, così come puoi scegliere la frenesia, se la cerchi. Milano ha le caratteristiche di una metropoli pur non avendone le dimensioni. Ogni volta che esci da Milano ti rendi conto di quanto la città sia in fondo a misura d’uomo, ogni quartiere diventa una piccola provincia dove si possono stabilire dei rapporti umani anche molto forti. Ho un amore profondo per questa città. Nelle cose che ho fatto sono stato anche fortunato, comunque Milano mi ha dato tanto. Tra l’altro trovo che la sua nebbia sia straordinaria. Ne parlo anche nel mio libro, con un divertente aneddotto di mio padre che si imbatte per la prima volta nella nebbia una sera, guidando la sua Fiat 1300 grigio topo.

Ci racconti in breve la “storia quotidiana” del tuo libro Milano Meravigliosa a cui sei più legato?
Questo è un libro strano, che scatena emozioni.

A questo punto Ermanno si commuove e ci spiega che un paio di storie sono dedicate a suo fratello che non c’è più e a suo padre che sfuggì per un pelo dalla strage di piazza Fontana.

Come è nata l’idea di scrivere questo libro?
La curiosità è che l’idea è nata da una telefonata che ho ricevuto una sera dal mio editore di Roma il quale mi proponeva un libro sulla bellezza di Milano, all’inizio pensai a uno scherzo..La sua intenzione era appunto realizzare una collana sulle grandi città, raccontate da autori che ne apprezzassero e amassero la personalità, incrociando la propria storia. Così, in circa cinque mesi è nato Milano Meravigliosa che è diventato un format declinato in eventi, presentazioni, serate periodiche di intrattenimento dalle atmosfere piene di un calore affettuoso che molte volte chi guarda Milano da fuori non si aspetta. E un nuovo libro su Milano è in editing..

Noi di Sfatami non vediamo l’ora di leggerlo e di ritrovare tra le righe l’entusiasmo travolgente e l’amore contagioso di Ermanno per Milano.

Salva

Salva

Valentina Colombo

Scrivere è tornare ogni volta sulla mia isola felice. Le parole che prendono forma su un foglio bianco sono una composizione magica. Così a un certo punto inizio a scrivere comunicati stampa e, dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, divento giornalista. Le mie ancora di salvezza nella vita quotidiana sono i libri e la cucina. Mi piacciono i contrasti, sono pigra ma curiosa, amo mettermi alla prova. Come ora, nel ricomporre l’immagine della mia Milano in cui sono nata e cresciuta.

No Comments Yet

Comments are closed