Il giardino all’inglese di Milano: Parco di Villa Finzi

Una piccola sorpresa poco fuori dal centro di Milano.

Un luogo di oltre cinquantamila metri quadrati in cui respirare a pieni polmoni, passeggiando tra viali alberati, siepi e un laghetto rilassante: il Parco di Villa Finzi si trova nel quartiere di Gorla, zona nord-est, a ridosso del Naviglio della Martesana. Si entra da via Sant’Erlembardo, una traversa di viale Monza: un salto dalla vita movimentata della città all’energia rigenerante della natura.

Nel parco svetta un ippocastano maestoso e si susseguono alberi secolari, in un percorso botanico con 53 specie arboree e 15 arbustive. Si può trovare qui anche un raro gelso da carta. Il giardino venne costruito per volere del conte magiaro Batthyàny nel 1829 intorno alla Villa e ai tempi era attraversato dall’Acqualunga, un fontanile che formava un laghetto sul quale si affacciavano con stile neoclassico il Tempio della notte e il Tempio dell’innocenza, a pianta circolare e ricoperto da un glicine. Oggi l’Acqualunga è interrato e corre sotto la superficie del parco.

Il parco vive di numerose attività di aggregazione e svago per anziani, un asilo, scuole e istituti professionali in cui continuano a svolgersi le iniziative di carattere sociale e assistenziale volute dalla contessa Fanny Finzi-Ottolenghi, proprietaria della villa dalla seconda metà dell’Ottocento. Sua l’idea di edificare una casa giardino per i bambini di Gorla nel parco, seguita nei primi anni del Ventesimo secolo, da un “rifugio per ragazzi inabili”, realizzato in collaborazione con l’Istituto ortopedico Gaetano Pini. Nel 1934 il Comune di Milano l’ha trasformato in un parco pubblico.

Oggi al parco di Villa Finzi si corre, si va in bicicletta, si gioca nelle due aree attrezzate, una delle quali all’interno della scuola; si gioca a carte, si incontrano gli amici o semplicemente si gode della tranquillità di un giardino un po’ nascosto e, per quanto antico, ancora poco conosciuto da molti milanesi.

Valentina Colombo

Scrivere è tornare ogni volta sulla mia isola felice. Le parole che prendono forma su un foglio bianco sono una composizione magica. Così a un certo punto inizio a scrivere comunicati stampa e, dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, divento giornalista. Le mie ancora di salvezza nella vita quotidiana sono i libri e la cucina. Mi piacciono i contrasti, sono pigra ma curiosa, amo mettermi alla prova. Come ora, nel ricomporre l’immagine della mia Milano in cui sono nata e cresciuta.

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