La Milano a perdita d’occhio di Francesco Langiulli

Alle parole lui risponde con i fatti. A chi si ostina a descrivere Milano come una città grigia e sterile, Francesco Langiulli risponde con le sue fotografie, vere e proprie opere d’arte. I suoi scatti raccontano la città da un punto di vista intimo e trasportano l’osservatore in una dimensione inusuale grazie alle prospettive d’élite da cui vengono realizzati. Forte dei tanti consensi e apprezzamenti, Francesco fonda Milano Panoramica, un progetto che cresce anno dopo anno, dentro e fuori dai social network e che racconta con le fotografie tutta la bellezza meneghina che solitamente la gente non si ferma a guardare.

Francesco, Milano Panoramica restituisce l’immagine di una città elegante, moderna e viva. Quale legame ti unisce a questa metropoli dalle tante sfaccettature?
Forse perchè è l’unica città dove si sta sempre in movimento, sempre in costante evoluzione. La nostra documentazione fotografica non ha mai fine perchè la città muta continuamente.
Probabilmente è questo quello che mi lega in maniera particolare a Milano, il fatto di non potermi annoiare. Io non riesco mai a stare fermo, per cui credo che in un’altra città impazzirei.

Quali opportunità si sono create grazie all’esperienza di Milano Panoramica?
Sicuramente l’opportunità, insieme ai miei collaboratori, di accedere a luoghi generalmente “off limits”; poi anche il fatto di poter condividere queste esperienze e queste visuali dall’alto anche con chi ci segue sui social.
L’esperienza sociale si fa concreta quando organizziamo quelli che noi chiamiamo “Vertical Workshop”, ovvero incontri fotografici su posti alti e privati come grattacieli e attici. Gli appassionati di fotografica hanno così l’opportunità di conoscere il nostro team e accedere a luoghi spettacolari. Non ultime le mostre che abbiamo organizzato in varie gallerie d’arte e luoghi storici come la Villa Scheibler e il Palazzo Mezzanotte e ben due aste di Sotheby’s in Triennale. 

Qui a Milano, qual è stato il posto che meglio ha saputo esprimere la tua arte o nel quale ti sei sentito più a tuo agio nello scattare le fotografie?
Essendo da sempre un fotografo urbanista paesaggista non c’è miglior posto come Porta Nuova e Repubblica per poter divertirsi con la fotografia d’architettura.
In particolare la via che più adoro è Viale Tunisia con vista verso Viale della Liberazione. Tutto però è nato sul Montestella, conosciuto da tutti come la Montagnetta di San Siro. È da qui che ho iniziato otto anni fa a documentare la città dall’alto.

Solitamente Milano viene etichettata come una città caotica, snob e grigia, una città abitata da persone fredde e poco socievoli. Quale di questi luoghi comuni è, secondo te, il più difficile da sfatare?
Si possono facilmente sfatare tutti, forse un po’ meno quello della città caotica. Non c’è dubbio che ci sono zone più tranquille e zone meno tranquille, è la realtà di qualsiasi metropoli.
Certo è che spesso dà più fastidio a chi vive nell’hinterland che ai milanesi. Chi vive in provincia, infatti, perde ore nel traffico per raggiungere le zone centrali e subisce il caos in maniera più stressante. Allora mi dico: tanto vale vivere a Milano, scegliere il quartiere che più si addice alle proprie abitudini e vivere quindi due ore in più al giorno (media di tempo che perde statisticamente ogni pendolare per raggiungere e rientrare a casa).

La tua passione per la fotografia è da sempre legata ai viaggi. Quale altra città pensi possa assomigliare a Milano per qualche aspetto e che ti piacerebbe fotografare cogliendone gli aspetti più celati?
È vero, viaggio spesso, ma non ho mai cercato una città che possa sostituire fotograficamente Milano. Quello che faccio, lo faccio solo a Milano. Per quanto io ami le città quando sono all’estero mostro molto di più il mio lato paesaggista naturalista puro, in cui le aurore boreali fanno da padrona. Ad esempio adoro la Norvegia e i paesaggi Irlandesi.  

Stefania Pristerà

Grafica per vocazione e redattrice per passione, ho sempre avuto qualcosa da dire (e da ridire). Ho una passione smodata per la carta e sono piena di manuali sugli origami, lo scrapbooking e la meditazione. Un giorno li leggerò. Sono entusiasta, ironica, spesso agitata e sempre in ritardo. Mi piace cercare i significati nascosti e interpretare senza accontentarmi del superficiale. Quello lo lascio ai più.

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