La “Milano insolita e segreta” di Massimo Polidoro

Esploratore dell’insolito ma anche di Milano, in particolare degli angoli più segreti e meno battuti della nostra città. Massimo Polidoro è un giornalista, scrittore e divulgatore scientifico. La grande passione per la scienza l’ha portato a fondare con Piero Angela, Margherita Hack e Umberto Eco il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze (CICAP) con il nobile intento di promuovere un’indagine delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell’insolito così da diffondere una mentalità scientifica e uno spirito critico. Polidoro è autore di oltre cinquanta libri per lo più su temi scientifici. Ma tra le sue opere spicca anche il volume “Milano insolita e segreta” dove ci svela una Milano inedita e suggestiva. Incuriosite, l’abbiamo contattato per fare due chiacchiere con lui.

Credits foto: Roberta Baria

Nel suo libro Milano insolita e segreta” ha individuato 200 perle nascoste della città. Quali sono per lei i tre luoghi di Milano da conoscere e vedere? Innanzitutto gli affreschi di Palazzo Borromeo in piazza Borromeo, a due passi dalla metropolitana di Cordusio. Questi affreschi, che risalgono alla metà del Quattrocento, sono considerati tra i più importanti del gotico fiorito lombardo e sono una testimonianza di come si trascorreva il tempo libero nella corte milanese a quell’epoca. Il ciclo di affreschi “I giochi Borromeo” è tornato alla luce dopo i bombardamenti del ’43.  All’interno del cortile sono visibili anche delle splendide vetrate e una parete affrescata che ha resistito al passare del tempo. Un altro luogo che suggerisco di vedere è il Padiglione reale della stazione centrale di Milano. Si tratta della sala riservata al re d’Italia e situata al di sopra del Binario 21. Il Padiglione reale, costruito in piena epoca fascista per consentire ai reali di aspettare il treno in un luogo riservato, è un tripudio di marmi, mosaici, pavimenti intarsiati e mobili pregiati. Anche i bagni sono ricchi di decorazioni e al loro interno, dietro a uno specchio, si trova un passaggio segreto da cui i reali avrebbero potuto fuggire in caso di necessità. Infine, torniamo al Quattrocento con la Biblioteca Umanistica della Parrocchia Santa Maria Incoronata in corso Garibaldi: una delle più importanti biblioteche di quel periodo storico per Milano, cui si accede attraversando un arco trionfale decorato con i colori dell’arcobaleno. E’ un luogo antico e silenzioso di studio che ricorda la meravigliosa Biblioteca Malatestiana di Cesena.

Come nasce l’idea di scrivere un libro sugli angoli segreti e insoliti di Milano? L’idea del libro è delleditore francese (Jonglez) che ha lanciato una collana dedicata a queste guide sulle più belle città italiane e internazionali. Ho accettato l’incarico con molto piacere perché era anche un’opportunità per conoscere meglio Milano. E devo dire che così è stato: visitando alcuni luoghi mi è capitato di scoprirne altri e così via, in una esplorazione continua e piena di piacevoli sorprese. La condizione essenziale dei posti citati nella guida è che siano tuttora esistenti; trattandosi di gioielli particolari e nascosti, non tutti sono aperti liberamente al pubblico. Quindi è sempre consigliabile informarsi prima e prenotare una visita.

Esploratore dellinsolito, da dove nasce questo appellativo che la identifica? Ho iniziato a lavorare trent’anni fa con alcuni dei principali e più noti divulgatori scientifici italiani da Piero Angela, a Rita Levi Moltancini, a Margherita Hack, e il mio percorso professionale si è sviluppato seguendo la mia passione per il mondo dell’insolito appunto, studiato secondo un approccio scientifico. E’ un interesse che coltivo fin da bambino quello per ciò che concerne il misterioso e il lato magico: sono sempre stato attirato da tematiche inerenti gli Ufo, i dischi volanti, i misteri del triangolo delle Bermude… Alcuni nomi di questo magico mondo sono diventati anche amici, come David Copperfield, e altri sono protagonisti dei miei libri. Un giorno mi capitò in mano un libro scritto da Piero Angela e all’età di 15 anni gli ho scritto una lettera, ci siamo poi conosciuti e fu lui a presentarmi  pochi anni dopo il grande illusionista e investigatore di misteri James Randi del quale sono stato allievo negli Stati Uniti.

Credits foto: Roberta Baria

Parlando di fenomeni “magici”, quale è lincantesimo che Milano ha esercitato su di lei, c’è qualcosa che ha lasciato una traccia più forte nellesplorarla? Milano è per me la città più cosmopolita d’Italia, con la sua ricchezza di cultura e di storia. C’è sempre qualcosa di nuovo da provare, da scoprire e negli ultimi anni è diventata anche turistica. Ciò che più mi emoziona è pensare che sia stata la città di Leonardo da Vinci. Al suo ingegno ho dedicato lo scorso anno, in occasione delle celebrazioni dei cinquecento anni dalla sua morte diverse attività, studi e iniziative  tra cui uno speciale sulla sua vita. Oggi a Milano la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con il Cenacolo, e la Vigna di Leonardo sono custodi per eccellenza della sua storia.

Anche se continua a generare interesse e ad essere attuale, Milano insolita e segreta” è uscito qualche anno fa. Come è cambiata nel frattempo la città secondo il suo punto di vista? Sempre più bella e accogliente e ricca di stimoli. La caratteristica peculiare della guida è il continuo aggiornamento. Infatti, il libro viene ristampato ogni due anni e alla prima edizione del 2014 ne sono già seguite altre.

Solitamente Milano viene etichettata come caotica, snob e grigia, abitata da persone fredde e poco socievoli. Quale di questi luoghi comuni è, secondo lei il più difficile da sfatare? Che la città sia grigia è un luogo comune ormai quasi completamente superato, grazie ai nuovi quartieri e parchi che negli ultimi anni hanno cambiato l’immagine della città. Opinione più diffusa secondo la mia esperienza è che Milano sia una città caotica. In realtà negli ultimi tempi, prima dell’emergenza sanitaria del Coronavirus che ha necessariamente “svuotato” le strade, molte vie del centro erano molto meno trafficate anche grazie alle varie iniziative di bike e car sharing e godersi una passeggiata tra i vicoli e le viuzze era diventato naturale.

Infine, in questo momento di crisi globale causata dalla pandemia del Coronavirus cosa vuol dire essere milanesi? Essere solidali, aperti all’aiuto verso le altre persone. Poter dare una mano ai condomini, per fare la spesa ad esempio. Anche il senso di comunità che abbiamo visto nelle scorse settimane tra le persone affacciate ai balconi è stato un segnale importante. C’è inoltre il rispetto per le regole che ci siamo dati con l’obiettivo di uscire presto da questa situazione.

…Per tornare presto a cercare i luoghi straordinari della nostra Milano, aggiungiamo noi.

Valentina Colombo

Scrivere è tornare ogni volta sulla mia isola felice. Le parole che prendono forma su un foglio bianco sono una composizione magica. Così a un certo punto inizio a scrivere comunicati stampa e, dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, divento giornalista. Le mie ancora di salvezza nella vita quotidiana sono i libri e la cucina. Mi piacciono i contrasti, sono pigra ma curiosa, amo mettermi alla prova. Come ora, nel ricomporre l’immagine della mia Milano in cui sono nata e cresciuta.

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