“Milano è femmina”: vizi e virtù di una città meravigliosa

Per amare la città ci vuole poco, per capirla un po’ di più, per conoscerla una vita non basta. Come una donna. Milano è femmina, vezzosa e rigorosa, ma con un cuore tenero e riservato, che svela luoghi e atmosfere meritevoli d’essere ricordate. Basta sbirciare oltre i suoi portoni e si scopre un mondo”.

Inizia così l’introduzione a “Milano è femmina”, il nuovo libro di Ermanno Accardi e Domenico Megali. Incontriamo gli autori in uno dei quartieri più simbolici e suggestivi di Milano, Sant’Ambrogio, per farci dire come nasce l’idea di scrivere un volume di racconti e storie quotidiane vissute all’ombra della Madonnina.

Partiamo dal titolo “Milano è femmina” (un po’ mamma e un po’ puttana), un’affermazione che incuriosisce. “Racconto spesso storie della mia Milano e per intitolarle mi capita di rubare frasi o parole alla gente che incontro e con cui parlo. Questa volta, non mi veniva il furto giusto”, dice con la sua travolgente ironia Ermanno Accardi che è anche autore di Milano Meravigliosa, libro uscito nel 2013, e dell’omonima pagina Facebook per cui l’avevamo intervistato tempo fa scoprendo un tesoro di aneddoti ed esperienze di vita milanese, di oggi e di ieri.

In seguito a confronti, ripensamenti e scambi d’idee con l’altro autore, Domenico Megali, e gli amici più stretti la spunta “Milano è femmina”. Perché? “Per appropriarsi delle sue intimità bisogna provare a carpirne i segreti”, ci spiegano i due autori. “Milano è femmina perché femmina è il suo principale simbolo: la Madonnina, che illumina questa città e il suo popolo. Milano è femmina perché femmine e al femminile si declinano i tutti gli altri simboli di questa città. A partire dalla Scala, tempio della lirica di fama mondiale, della danza e della musica. La Galleria Vittorio Emanuele è un altro un esempio di monumento al femminile non solo per la maestosità ma anche per come si è agghindata, vestita in questi secoli di vita. Milano è femmina perché le sue femmine sono femmine vere. Un coinvolgente e appassionato “mix” di austerità austro-ungarica e fantasia del Sud. Le donne di Milano, adottate da Milano, cresciute a Milano, contengono un concentrato di bellezza unico al mondo. E se dici donna dici borsa e quindi, come fai a non pensare che Milano sia femmina anche per la sua Borsa, quella economica. E poi Milano è femmina come la nebbia, che a Milano è romantica. Quando c’è…Milano è femmina per la Circonvallazione, con i suoi interminabili viali. Milano è femmina per le sue arterie, quelle del Centro Storico e quelle delle periferie. Milano è femmina per la Storia e per le sue storie”.

Sullo sfondo di questi e altri luoghi più segreti e nascosti si snodano i capitoli del libro, attraverso una miscela di sentimenti che spaziano dalla gioia (delle opportunità che Milano può offrire su un piatto d’argento) alla nostalgia (della “Milano di una volta”), dall’entusiasmo e dal calore dell’accoglienza (“Milano multietnica, un’africana con gli occhi a mandorla”) alla tristezza delle vite invisibili dei clochard (“Una vita in panchina”).

Milano è raccontata anche per immagini, grazie alle illustrazioni di Tiziano Riverso, cartoonist e autore per riviste nazionali e programmi Tv, che ha reso omaggio in copertina a Dino Buzzati e al suo “romanzo Rock” con una rivisitazione di piazza Duomo del 1958. Nelle pagine del libro scorrono i suoi disegni che descrivono Milano con una personalizzazione dei suoi monumenti ed edifici.

Buona lettura!

Valentina Colombo

Scrivere è tornare ogni volta sulla mia isola felice. Le parole che prendono forma su un foglio bianco sono una composizione magica. Così a un certo punto inizio a scrivere comunicati stampa e, dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, divento giornalista. Le mie ancora di salvezza nella vita quotidiana sono i libri e la cucina. Mi piacciono i contrasti, sono pigra ma curiosa, amo mettermi alla prova. Come ora, nel ricomporre l’immagine della mia Milano in cui sono nata e cresciuta.

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