Toccare il cielo con un dito, alla Montagnetta di San Siro

È la collina dei milanesi.

Il suo vero nome è Monte Stella, ma tutti la chiamano “la Montagnetta” di San Siro. Uno dei parchi urbani di Milano tra i più amati dagli sportivi, oltre 310 mila metri quadrati nel quartiere QT8 (zona nord ovest) che fu costruito in occasione della VIII Triennale del 1947.

La Montagnetta conserva una parte importante della storia di Milano, è un’altura artificiale di quasi 50 metri costruita nei primissimi anni Sessanta per idea dell’architetto Bottoni sui materiali provenienti dalle macerie dei palazzi bombardati durante la guerra. «Nel 1945, alla Liberazione, – ricorda Bottoni nel suo Ascensione al Monte Stella – Milano era tutta una rovina, un mare di macerie». Decide così di trasformare in un luogo poetico la discarica e ne progetta l’innalzamento, riuscendo a realizzare un sogno: quello «lontano, di sempre […] di una montagna milanese». La intitola poi alla prima moglie, Stella Korczynska, scomparsa nel 1956.

Strade sterrate, vialetti di ghiaia e scalinate conducono alla cima del Monte Stella. Da qui, soprattutto nelle giornate limpide, la salita viene premiata con una vista sorprendente di Milano che permette di scorgere in lontananza i profili delle guglie del Duomo.

All’interno del parco si trova il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, inaugurato nel 2003: ogni anno pruni identificati da un cippo in granito sottostante sono intitolati a personalità che con le loro azioni e in molti casi a costo della propria vita, si sono opposti in diversi modi a qualsiasi forma di genocidio e totalitarismo.

Arricchiscono il parco varie tipologie di aceri, oltre a platani, faggi, querce rosse, abeti rossi, tigli, ippocastani, betulle bianche…che danno ossigeno ai runner (lungo un percorso di circa 2,5 chilometri) e agli appassionati di mountain bike.

Gli ingressi al parco sono in viale De Gasperi, via Cimabue, via Isernia e via Terzaghi.

 

Fonti immagini: Vivimilano- Corriere.it, Zero.eu

Valentina Colombo

Scrivere è tornare ogni volta sulla mia isola felice. Le parole che prendono forma su un foglio bianco sono una composizione magica. Così a un certo punto inizio a scrivere comunicati stampa e, dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, divento giornalista. Le mie ancora di salvezza nella vita quotidiana sono i libri e la cucina. Mi piacciono i contrasti, sono pigra ma curiosa, amo mettermi alla prova. Come ora, nel ricomporre l’immagine della mia Milano in cui sono nata e cresciuta.

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